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Scritto da Redazione   

Francesco FUSCA (13 febbraio 1948) nasce, cresce e vive a Spezzano Albanese (Cosenza) sino al 1982; per motivi di lavoro si sposta poi a Corigliano Calabro (CS), dove tuttora vive, ad eccezione dell’anno scolastico 1987-88, quando -vincitore del concorso ispettivo- parte per la Lombardia, per svolgervi la funzione.
La decisione di vivere in Calabria, per Fusca, è una chiara consapevole convinta scelta elettiva, essendo e sentendosi cittadino del mondo, al di là e oltre le barriere culturali, religiose, etniche, linguistiche, razziali, …
Conseguita l’abilitazione magistrale, partecipa e vince il concorso per insegnante elementare, nel 1971. Svolge tale attività (nel frattempo si laurea in Pedagogia, a Salerno; consegue l’abilitazione in Scienze umane, per l’insegnamento nella secondaria superiore; ottiene l’idoneità al concorso a cattedre in Scienze umane) sino al 1979, quando -vincitore del concorso a direttore didattico- si dedica a tale lavoro sino al 1987. In questa data -vincitore del concorso ispettivo- inizia la professione in Lombardia, a Como, per poi proseguirla, funzionalmente, in Calabria, a Catanzaro, (e, sempre al Ministero della P. I. – MIUR, sostanzialmente, su tutto il Territorio nazionale) dove tuttora la continua.
E’ docente “a contratto” presso l’Istituto superiore di studi di Servizio socio-psico-pedagogico italiano di Cassano Ionio (sede staccata di Sapri) dal 1979 al 1982, per gli insegnamenti di Sociologia e di Servizio sociale di gruppo.
In qualità di Ispettore tecnico -«alle dirette dipendenze del Ministro»- lavora anche a Roma, costantemente negli anni, presso il dicastero della P. I., in diverse Commissioni di studio e Gruppi di ricerca e proposta al Ministro (per la Continuità educativa; la Valutazione; gli Istituti comprensivi; l’Handicap; lo Svantaggio socio-culturale e scolastico; l’Intercultura, …); inoltre, si muove, intensamente, su tutto il Territorio nazionale sia per la formazione professionale dei docenti (da quelli della scuola dell’infanzia sino a quelli della secondaria superiore) e dei dirigenti scolastici (già direttori didattici e presidi); sia per l’informazione e la formazione delle famiglie (e delle loro associazioni), dei membri degli Enti locali, degli operatori dell’Azienda sanitaria locale (Azienda sanitaria provinciale).

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Per inclinazione e vocazione svolge un intenso lavoro di “moltiplicazione culturale”, a partire dalle discipline delle Scienze umane e sino a quelle più complessivamente socio-culturali. In questa veste, Fusca propone e/o organizza e/o gestisce -a livello provinciale, regionale e nazionale- centinaia di convegni di studio e seminari di ricerca sulle tematiche e problematiche più attuali e più interessanti nel dibattito delle idee sia nazionale che internazionale.
A mo’ d’esempio, basti qui solo ricordare i tre Convegni nazionali di Cirò Marina (KR), del 1989, 1990 e 1991, dal titolo La scuola italiana verso il 1993, per sensibilizzare, far conoscere ed approfondire la tematica della “cittadinanza europea” e della scuola italiana ‘dentro’, consapevolmente, l’U. E. (Unione Europea).
Questi convegni -che hanno visto la partecipazione di prestigiosi docenti di circa una diecina di università italiane e straniere, oltre ad autorevoli personalità del Ministero della P. I.- sono poi sfociati nella pubblicazione di un volume, curato da Cattanei Frabboni Fusca, che è stato adottato nei corsi di studio degli studenti di alcune università.
Difatti, oltre a Franco Frabboni, Giuseppe Trebisacce e Franca Pinto Minerva, gli altri docenti universitari sono stati: Giovanni Cattanei, Mario Manno, Otto Filtzinger, Giovanni Massaro, Vito A. D’Armento, Giovanni Genovesi, Cosimo Laneve, Giacomo Cives, Luisa Santelli, Enzo Catarsi, Vincenzo Cutolo, Vito A. Baldassarre, Angela Volpicella, …
Presente, giornalisticamente, da circa trentacinque anni, nel dibattito socio-culturale che si svolge nel nostro Paese, a livello sia regionale che nazionale -soprattutto attraverso migliaia di articoli e saggi sulla stampa specializzata, di settore e non- Fusca ritiene da sempre anche che la cosiddetta “stampa minore” sia il vero veicolo della Libertà, della Democrazia e della salvaguardia e valorizzazione delle diversità (compresa la diversità delle minoranze linguistiche, ad una delle quali -quella arbёreshe degli Albanesi d’Italia- Fusca appartiene…
Su “Katundi Ynё”, per esempio, che è un periodico della minoranza albanofona d’Italia, Fusca scrive da oltre trent’anni; di conseguenza, partecipa attivamente e costantemente, anche al dibattito che la stampa ‘locale’ appunto porta avanti, dignitosamente, sulle questioni e i fatti socio-culturali più significativi.
Sicuramente, un peso scientifico ha svolto e svolge -nella formazione culturale e professionale di Fusca- la collaborazione ‘esterna’, trentennale, con le università di Bologna (Franco Frabboni), della Calabria (Giuseppe Trebisacce) e di Bari (Franca Pinto Minerva).


Sezione B
Biografia relativa alla Cultura dell’Handicap:
Inserimento e Integrazione, Inclusione e Valorizzazione delle Persone disabili

Francesco Fusca nasce, cresce e vive la Cultura dell’handicap come Cultura di Senso; la quale, dunque, a livello conscio/inconscio, investe la sfera dei Valori umani e dell’Ontologia.
È nominato membro del Gruppo tecnico dell’Ufficio Studi e Programmazione del Ministero della P. I. a Roma e, in questo periodo (per circa un settennio), partecipa attivamente e direttamente anche alla ideazione e redazione sia dell’Ordinanza ministeriale che regolamenta i Corsi biennali di specializzazione polivalente, sia dei Programmi dei medesimi Corsi (D. M. del 27 giugno 1995).
E’ nominato “Rappresentante ministeriale” dal Ministero della P. I. (dall’anno scolastico 1987-88 ad oggi, ininterrottamente) nei Corsi di specializzazione, sia per le Prove di selezione sia per la discussione della Tesi finale per il conseguimento del titolo di insegnante di sostegno, alcune centinaia di volte, in tutti i Corsi delle varie Regioni del Paese. Nella qualità di presidente delle “Commissioni esaminatrici”, Fusca implementa, con alta competenza e con passione, in ogni parte d’Italia, la “Cultura dell’integrazione” e della formazione degli alunni/e in situazione di handicap e, dunque, delle “persone diversamente abili”, la “Cultura della solidarietà”.
Sicuramente, un peso scientifico ha svolto e svolge anche la sua qualità di “ricercatore esterno” e collaboratore con varie Università e, soprattutto, con le Università di Bologna (Franco Frabboni), della Calabria (Giuseppe Trebisacce) e di Bari (Franca Pinto Minerva).

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Docente a contratto (dall’a. a. 2.000 ad oggi) per la SSIS (direttore Francesco A. Costabile) e per Scienze dell’educazione (Università della Calabria (dir. G. Spadafora), Fusca ha svolto e svolge -anche in questo ambito privilegiato per la ricerca scientifica e la diffusione di una solida, convinta, partecipata Cultura dell’Integrazione e Inclusione- un intenso, appassionato lavoro di sensibilizzazione e formazione.
Inoltre, è stato docente sia nei Corsi di specializzazione privati che in quelli statali, sin dall’a. s. 1987-88 e sino alla loro sospensione.
Per la S.S.I.S. (Scuola di Specializzazione Insegnamento Secondario) dell’Università della Calabria, professore a contratto a tempo determinato, è stato titolare:
per l’a. a. 2.001-02 dell’insegnamento: “Psicologia dell’H e della riabilitazione”;
per l’a. a. 2.002-03 dell’insegnamento: “Didattica speciale”;
per l’a. a. 2.003-04 dell’insegnamento: “Didattica speciale”;
per l’a. a. 2.003-04 dell’insegnamento: ”Psicologia dell’handicap e della riabilitazione”, Corso di perfezionamento su “Autismo ed Educazione”, Crotone;
per l’a. a. 2.004-05 dell’insegnamento: “Legislazione scolastica”;
per l’a. a. 2.004-05 dell’insegnamento di: “Servizi per la persona affetta da autismo e psicologia dello sviluppo”;
per l’a. a. 2.004-05 dell’insegnamento al Corso di perfezionamento su: «Docente progettista della formazione Modelli e metodologie per l’innovaz. pedagogico-didattica e curricolare»;
per l’a.a. 2.004-05, semestre aggiuntivo, corso di laurea in Scienze della formazione primaria; disciplina: “Modelli istituzionali di integrazione (Legislazione scolastica)”;
per l’a. a. 2.005-06 dell’insegnamento: “Psicologia dell’handicap e riabilitazione”; modulo di 16 ore (per le 800 ore…);
per l’a. a. 2005-06. «Corso speciale per il conseguimento del Diploma di specializzazione per il sostegno agli alunni disabili nella Scuola dell’ infanzia o nella Scuola primaria» (D. M. n. 21/05 9 febbraio). Sede: Lametia Terme-Nicastro, ex Istituto magistrale. 20 ore: lavoro dal 18 febbraio 2.006;
per l’a. a. 2.005-06. Semestre aggiuntivo al Corso di Scienze della formazione primaria, sede Università. 16 ore: lavoro dal novembre al dicembre 2.005;
per l’a. a. 2.006-07 dell’insegnamento: “Pedagogia speciale”. 400 ore;
per l’a. a. 2.008-09 dell’ insegnamento: “Legislazione scolastica”. 400 ore. Modulo di 16 ore.

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In qualità di Ispettore tecnico, “alle dirette dipendenze del Ministro”, ha lavorato a Roma, presso il Dicastero della P. I., in diverse Commissioni di studio e Gruppi di ricerca e proposta al Ministro); inoltre, si è mosso e si muove su tutto il Territorio nazionale sia per la formazione professionale dei docenti (da quelli della scuola dell’infanzia sino a quelli della secondaria superiore) sia per la formazione dei dirigenti scolastici (già Direttori didattici e Presidi) sia, infine, per genitori e Associazioni di genitori, per Amministratori degli Enti locali e per operatori dell’Azienda sanitaria locale.
E’ nominato significativamente dal Ministero, per alcune centinaia di volte, “Rappresentante ministeriale” (dall’a. s. 1988-89 sino alla loro sospensione) nei Corsi biennali di specializzazione polivalente, per il conseguimento del titolo, sia per le prove iniziali di selezione sia per la discussione delle tesi finali, in tutte le Regioni del nostro Paese.
Ha insegnato, senza soluzione di continuità -dall’anno scolastico 1987-88 sino alla loro chiusura- sia nei Corsi di specializzazione privati che in quelli statali, soprattutto nelle Province di Cosenza, Catanzaro e Crotone.
E’ stato membro (per circa un settennio) del “Gruppo tecnico-scientifico” del Ministero P. I. –Roma- (Ufficio Studi e Programmazione), che ha redatto, tra l’altro, le bozze sia dell’Ordinanza Ministeriale che ha regolamentato i Corsi biennali di specializzazione polivalente per gli Insegnanti di sostegno, sia dei Programmi vigenti dei Corsi medesimi (D. M. 27 giugno 1995: Nuovi programmi dei corsi biennali di specializzazione, ex D. P. R. n. 970/75), sino alla loro soppressione.

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Autore di numerose pubblicazioni: sia nel campo della Letteratura (soprattutto della Poesia) sia nel campo della Pedagogia, Metodologia, Didattica, Legislazione scolastica, Organizzazione, Psicologia dell’età evolutiva, Francesco Fusca ha lavorato e lavora con passione, intensamente, per il mondo dei disabili o degli handicappati come amano dire ufficialmente Salvatore Nocèra e Nunzia Coppedé, nelle varie contrade d’Italia, convinto com’è che:
(A) il nostro mondo stia diventando sempre più ‘disumano’ e che dunque la Cultura della solidarietà debba inculcarsi/instaurarsi nelle menti, debba contagiare tutti e dilagare diffusamente tra le diverse/differenti/plurali genti della Terra;
(B) la Cultura dell’handicap sia ancora poco ‘sentita’, diffusa e realizzata al meglio nel nostro;
(C) Paese e nel mondo, e che ci sia molta strada da fare, per cui occorre sensibilizzare e informare precisamente –con consapevolezza e convinzione, ai vari livelli delle diverse Istituzioni che compongono il “tessuto sociale”- i “decisori politici” degli Enti locali (sino al Ministero, meglio: Ministeri, quali Enti centrali); le Famiglie; le AA.SS.LL., le Università, le Chiese, il Volontariato, l’Associazionismo…

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In questa ottica di studio e con questa filosofia di vita (e di ricerca di Senso) la Cultura dell’handicap, a parere di Francesco Fusca, va speditamente verso e coincide con la Cultura dell’integrazione (la più alta e la più qualitativa possibile!); inclusione (la più interattiva ed interistituzionale possibile, sino alla realizzazione della Persona dis-abile nel mondo del lavoro); valorizzazione della Persona e delle sue diversità.
In altre parole: è vincente e sicuramente “dalla parte” di queste persone e delle loro famiglie, l’intelligente/sinergico intreccio di comuni, diverse, condivise programmazioni/azioni/valutazioni tra ciò che fa la scuola, a livello istituzionale, e ciò che possono e devono fare le “agenzie del territorio” per l’integrazione la formazione l’inclusione e valorizzazione dei soggetti dis-abili.
Questione importantissima e fortemente sostenuta da Fusca -a livello di ricerca scientifica e socio-culturale- è la realizzazione della cosiddetta “via italiana alla/dell’integrazione”, invidiata e studiata da molti ricercatori e “decisori politici” di tutto il mondo, e che consiste nel ‘semplice’ principio (per modo di dire!) che l’alunno/a in situazione di handicap deve essere iscritto/a, frequentare e formarsi nella “scuola comune”, con/in mezzo agli altri alunni e alle altre alunne ‘normali’ (diminuendo, giustamente, la classe del numero di allievi e con una “risorsa professionale” in più, per tutta la classe e, in particolare, per l’alunno/a disabile).
La normativa che riguarda l’handicap, pertanto, avalla tale ‘via’: dalla Legge-quadro n. 104/92 a quelle che l’hanno preceduta e sino a quelle relativamente recenti: (A) la Legge n. 68 del 12 marzo 1999: «Norme per il diritto al lavoro dei disabili» (e conseguente Regolamento: D. P. R. n. 333 del 10 ottobre 2.000); (B) la Legge n. 162/99 sui Percorsi personalizzati per soggetti con handicap di particolare gravità; (C) e, infine, la Legge n. 328/00 relativa alla Realizzazione del Sistema integrato di interventi e servizi sociali.

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Per diffondere, specificatamente e veramente, la “Cultura dell’integrazione e dell’inclusione”, Fusca ha cercato e cerca di coniugare ed intrecciare le sue esperienze teoriche (gli studi mirati e le ricerche scientifiche) con le sue vaste esperienze e conoscenze nel/del mondo reale dei diversamente abili (e del mondo delle famiglie dei disabili).
Pertanto, sia il suo lavoro teorico: (.) per la formazione professionale dei docenti della scuola italiana (e di sostegno e curricolari) e dei dirigenti scolastici; (.) per la conoscenza delle norme da parte dei genitori, che garantiscono i figli per la ottimale vita in casa, a scuola e nel mondo più vasto della socio-cultura; (.) per la sensibilizzazione e informazione di altri soggetti istituzionali (come sindaci, assessori, sindacalisti, presidenti di Enti e di Associazioni…), che sono chiamati a garantire e a realizzare, in tutti i modi possibili, diritti e doveri dei cittadini/e disabili), sia il lavoro legato alla ricerca scritta e al “lavoro sul campo” riflettono l’esigenza e il bisogno di Fusca di realizzare concretamente -al di là della “scuola ideale e legale”- quanto con chiarezza indicato dalla Letteratura pedagogica e didattica ‘speciali’ e dalle norme del nostro Paese, d’avanguardia nel mondo, che garantiscono e tutelano le Persone disabili.
Soprattutto come presidente e coordinatore del GLIP di Catanzaro (dall’entrata in vigore dell’art. 15 della Legge-quadro 104/92 sino al 1998) e come membro del GLH provinciale di Crotone e Cosenza, l’Ispettore Fusca ha potuto capire e cogliere fino in fondo, e intervenire fin dove gli era istituzionalmente possibile, quanto sia ed è indispensabile/improrogabile/inderogabile la stipula e la realizzazione degli Accordi di programma (sin dai primissimi anni Novanta) tra l’Istituzione-scuola e le altre Istituzioni del Territorio (in primis, Famiglia, E. L., A. S. L., …).
Difatti, l’audizione parlamentare (Camera dei Deputati, VII Commissione, Cultura Scienza Istruzione) del 16 settembre 1997, a cui Fusca è stato invitato per essere sentito, quale esperto, sui temi e problemi dell’handicap, gli ha confermato la convinzione che solo la sinergia delle/tra le Istituzioni -insomma, il livello interistituzionale dell’integrazione inclusione formazione (Educazione ed Istruzione)- può davvero dare i frutti sperati nella direzione del rispetto e garanzia del diritti costituzionali dei disabili, e nella direzione della colta e civile solidarietà umana.

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Rappresentante ministeriale nelle «Commissioni di laurea in Scienze della formazione primaria», con nomina del Direttore del Dipartimento per la programmazione, il coordinamento e gli affari economici (SAUS – Ufficio X) del MIUR, Giovanni D’Addona, Fusca ha svolto e svolge un esperto trait d’union tra Ministero e Università.
Difatti, tale laurea ‘abilita’ i docenti che lavoreranno nella Scuola dell’infanzia e primaria e, sovente, si tratta di conoscere e discutere tesi che riguardano il mondo dell’handicap, dell’insegnare/apprendere ‘speciali’, delle famiglie che hanno figli dis-abili, delle Associazioni che si occupano di handicappati, …


Sezione C
Bio-bibliografia relativa alla Cultura dell’Albanesità/Arbёreshità

Francesco FUSCA nasce, cresce e vive nel calore e nella dolcezza della lingua materna: la lingua antica degli avi albanesi…
Si apre ai temi/problemi dell’Albanesità/Arbёreshità diciamo così… per puro caso. Difatti, nella Spezzano Albanese – Spixana inconsapevole e languente degli anni Settanta -dove i costumi tradizionali, avìti e teneri di storia, cultura e civiltà s’indossano, ahimé!, nei giorni di carnevale…- rare sono le Persone che hanno vere conoscenze e grandi interessi nei confronti della socio/cultura arbёreshe/italo-albanese e che portano avanti, se pure con piccolo sforzo -nei confronti della cittadinanza albanofona- la sensibilizzazione, la conoscenza e la rinascita dell’Albanesità.
Per Fortuna, Fusca, all’epoca -sotto questo profilo- fa due conoscenze e due esperienze importanti: Demetrio Emmanuele e Agostino Giordano, con i quali comincia, sin dai primi anni Settanta, una collaborazione continua, intelligente e proficua, che dura tuttora, scrivendo anche per Katundi Ynё e per Zёri i Arbёreshёvet.
Si tratta di un gran “bagno di cultura” vero e proprio, e dell’inizio della consapevolizzazione, perché a Spezzano Albanese -sebbene fosse e sia la comunità albanofona più popolosa- non esisteva assolutamente nulla: non c’erano iniziative, né giornali, né cultori, né… coscienza (tranne l’interessamento, breve, negli anni Cinquanta, di Alessandro Serra).
Un altro elemento sicuramente fondamentale per la sensibilizzazione e la voglia di conoscere e, dunque, di studiare intensamente l’albanese, lo ha rappresentato la frequentazione di una ragazza di Frascineto (che poi diventerà la consorte) e, dunque, dell’ambiente della comunità arbёreshe, la quale -sotto l’aspetto del fervore e dell’amore nei confronti della cultura, della lingua, degli usi e dei costumi- rappresentava e rappresenta una fucìna viva e palpitante di consapevolezza, uno sperimentale laboratorio linguistico e letterario, socio-culturale e didattico-pedagogico di prima grandezza.
Dai primi anni Settanta Fusca si apre alla socio-cultura albanese e, un poco alla volta, la coltiva e s’appassiona -d’un Amore che mai più lo lascerà e che dura, intensissimo, tuttora- sino allo studio e alla ricerca scientifica.
Per la visione del mondo che caratterizza la personalità di Fusca -per la sua formazione culturale e professionale, e ritenendosi sempre cittadino di Spezzano Albanese, ma anche cittadino del mondo (con A. Einstein, indegnamente, si sente di appartenere alla “razza umana”)- lo sbocco ‘naturale’ dell’Albanesità/Arbёreshità non può che essere dentro la tematica/problematica dell’intercultura (e, dunque, a partire dalla Scuola dell’infanzia e sino alla Secondaria di 2° grado, dell’Educazione interculturale).
Difatti, già negli anni Ottanta, Fusca riteneva che la ‘salvezza’ della minoranza linguistica dipendeva e dipende non solo e non soltanto dagli albanofoni; si veda, a proposito, il suo: Kёnka pёr tё mbёdhenj e tё vigjёl – Poesie per grandi e per piccini, Trimograf, Spezzano A. 1988.
Va precisato, inoltre, che è sua convinzione ‘antica’ che la lingua arbёreshe non morirà, per tanti motivi; anche perché c’è un’U. E. (Unione Europea) vigile e democratica sotto il profilo della salvaguardia e della tutela dei diritti delle minoranze, che -nell’Europa dei Cittadini e delle Cittadine- non sono né poche né trascurabili né insignificanti.

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Ora, con la Legge n. 482/99 e le Lettere circolari (di ‘guida e di ‘esecuzione’ per le dodici Minoranze linguistiche storiche: da quella n. 89/01 all’odierna n. 58/10, elevatissima e firmata da Mario Dutto, direttore generale per gli Ordinamenti), le cose stanno cambiando in meglio e, sicuramente, nella direzione giusta, perché si vanno sempre più coinvolgendo, tra gli altri soggetti istituzionali, le famiglie albanofone e le scuole dei centri arbёreshё…
Fusca è in ciò impegnato, anche a livello nazionale e regionale, in quanto:
Membro, sin dalla nascita e sino ad oggi, del Gruppo di studio nazionale relativo alla Legge 482 (detto Gruppo è stato istituito con D. M. n. 75 del 27 giugno 2.002; ‘integrato’ con D. M. n. 113 del 23 ottobre 2.002; ri-scritto con Decreto del Capo Dipartimento n. 12 del 2 marzo 2.010; attualmente sostituito dal Decreto n. 47 del 19 ottobre 2.010, firmato dal Capo Dipartimento del Ministero I.U.R. Giuseppe Cosentino);
responsabile, a livello di Regione Calabria, dello svolgimento delle “attività di sensibilizzazione, monitoraggio e documentazione” da parte delle Istituzioni scolastiche coinvolte in Progetti, di cui alla Legge 482.

 

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